inSiciliaTv
La TV dei Siciliani

Studio sul calcio, con proprietà opache aumentano i rischi finanziari e criminali

14

MILANO (ITALPRESS) – Chi sono i veri proprietari delle squadre di calcio italiane? Da dove arrivano i capitali investiti nei club? E quali rischi si nascondono dietro fondi di investimento, società fiduciarie e catene societarie internazionali che rendono difficile identificare i veri titolari? A queste domande risponde una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Economic Criminology, di Francesco Addesa, senior lecturer presso la Leeds Beckett University (Regno Unito), e Michele Riccardi, professore di criminologia dell‘Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del centro di ricerca Transcrime.

Lo studio, intitolato The dark side of the ball: crime, financial misconduct and opacity of club ownership in football, analizza per la prima volta sistematicamente la proprietà di oltre 250 società delle prime quattro divisioni calcistiche italiane, dalla Serie A alla Serie D, verificando il rapporto tra trasparenza societaria, irregolarità finanziarie e vicende giudiziarie. La ricerca rivela un quadro di significativa opacità proprietaria e di esposizione verso l’estero. Nella stagione 2025-26 sono stati identificati 27 soggetti al vertice delle catene proprietarie, tra fondi di investimento, società fiduciarie e altre strutture che non permettono di risalire alle persone fisiche che detengono gli interessi economici ultimi.

Venti di questi esercitano il controllo diretto o indiretto sui club di calcio italiani. Le catene proprietarie attraversano 62 giurisdizioni, tra cui 26 delle 30 considerate a maggiore segretezza finanziaria secondo il Tax Justice Network. Tra le più ricorrenti figurano Stati Uniti, Lussemburgo, Svizzera, Isole Cayman e Isole Vergini Britanniche. Il fenomeno interessa anche le serie minori e vede una presenza significativa di investitori statunitensi, in particolare di holding registrate in Delaware. La ricerca ha seguito 265 club a partire dalla stagione 2022-23, verificando le penalizzazioni, le esclusioni dai campionati e le vicende giudiziarie emerse nei tre anni successivi.

I risultati mostrano che le società con proprietà opaca hanno una frequenza di penalizzazioni circa tre volte superiore rispetto agli altri club: 29,4% contro 9,7%. Il rapporto sale addirittura a quattro volte se si esclude la serie A. Anche le esclusioni dai campionati sono più frequenti: 29,4% contro 12,1%. Ma il dato più significativo riguarda le vicende giudiziarie. Oltre la metà (52,9%) dei club con proprietà opaca risulta collegata ad accuse o indagini penali nei confronti dei soggetti apicali dei club, contro appena il 5,6% degli altri club. Una differenza di oltre nove volte, statisticamente significativa.

Lo studio dimostra inoltre che, tra le società penalizzate o escluse dai campionati, il 26,4% è risultato associato anche a vicende penali, contro il 4,2% dei club non sanzionati. Quando opacità proprietaria e sanzioni sportive si combinano, l’associazione con le vicende penali diventa ancora più forte.

I ricercatori sottolineano che questi risultati non dimostrano un rapporto di causa-effetto, ma comunque una associazione forte tra opacità proprietaria, illeciti amministrativi e finanziari e rischi criminali: “Una proprietà opaca non costituisce di per sé un illecito, così come un’indagine non equivale a un accertamento di responsabilità penale – spiega Michele Riccardi -. Tuttavia il nostro studio suggerisce una relazione stretta tra opacità, illeciti amministrativi e rischi criminali. Società già in difficoltà finanziaria potrebbero attrarre investimenti opachi; oppure l’ingresso di capitali di origine ignota potrebbe contribuire a generare irregolarità e instabilità finanziarie”.

La ricerca evidenzia la necessità di rafforzare i controlli sugli assetti proprietari nelle società calcistiche, anche per prevenire l’ingresso di investitori con finalità estranee a quelle sportive ed economiche.

Queste raccomandazioni assumono particolare rilevanza alla luce delle nuove norme europee antiriciclaggio, che dal luglio 2029 imporranno obblighi specifici anche ai club calcistici professionistici e agli agenti. Gli autori suggeriscono inoltre di sviluppare sistemi di allerta precoce, utilizzando congiuntamente indicatori di opacità proprietaria e di anomalie finanziarie, e rafforzando la cooperazione tra federazioni calcistiche, autorità di vigilanza, unità di informazione finanziaria, autorità giudiziarie e centri di eccellenza scientifica su questi temi.

“Più controlli sulla proprietà dei club non solo ridurrebbero i rischi di riciclaggio, infiltrazioni criminali, frodi fiscali e sportive – spiega Francesco Addesa – ma renderebbero anche più trasparente la gestione pubblica degli spazi legati al calcio, a cominciare dagli stadi, e aumenterebbero la fiducia dei tifosi, continuamente minata da scandali e fallimenti sportivi”.

Lo studio The dark side of the ball: crime, financial misconduct and opacity of club ownership in football. An empirical investigation of Italian calcio leagues è pubblicato sul Journal of Economic Criminology. La ricerca ha utilizzato gli indicatori di rischio sviluppati da Transcrime, e gli strumenti sviluppati dal suo spin-off Crime&tech nel progetto europeo Datacros (www.datacros3.com), per approfondire le strutture proprietarie delle squadre di calcio italiane e valutarne il rischio.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

I commenti sono chiusi.